Mirai significa futuro in giapponese ed è una parola che sta anche nel nome di Miraitowa che vuol dire “il futuro per sempre” ed è insieme a Someity, una delle due mascotte dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.
Mirai è anche il nome della prima auto ad idrogeno prodotta in serie da Toyota dal 2015 e lo sarà anche per la seconda generazione attesa per il 2020. Sorprendente per lo stile, ha debuttato in occasione della 46ma edizione del Salone di Tokyo in forma di concept, ma con un grado di compiutezza assolutamente degno di un’auto di serie.
Ad accompagnarla come un’ombra c’era l’ingegnere capo in persona, Yoshikazu Tanaka (foto sotto) che aveva firmato già la prima generazione, prodotta in circa 10mila esemplari.
Quali sono gli elementi di novità essenziali sulla nuova Mirai?
«Un design attraente ed emozionale, un concetto totalmente nuovo grazie alla trazione posteriore, ad un posizione di guida più coinvolgente e ad un abitacolo più lussuoso per 5 persone. E poi c’è l’autonomia aumentata del 30%».
Mi dice qualcosa di più sulla disposizione di tutti gli elementi del sistema di propulsione della nuova Mirai?
«Al momento non posso dire nulla. Diremo di più quando organizzeremo le prime prove su strada. Posso dire solo che anche il motore è posizionato posteriormente».
Allora perché la vettura ha questo cofano così lungo visto che non contiene il motore?
«C’è qualcosa di molto interessante! In questo momento non possono ancora svelare cosa, ma c’è roba buona, glielo posso assicurare!»
Questa nuova Mirai è la sua auto ad idrogeno ideale o è solo il secondo passo di un percorso appena iniziato?
«È sicuramente un’automobile diversa, più evoluta. Abbiamo chiesto ai clienti della prima generazione e loro sono stati molto chiari: aumentare l’autonomia, lo spazio all’interno dell’abitacolo e avere un look più attraente. Partendo da questi presupposti, abbiamo creato una nuova combinazione e crediamo che sia la migliore».
Può dirci di quanto è aumentata la densità di energia dello stack e quanto invece ne è diminuito il costo?
«Abbiamo aumentato tutti i parametri fondamentali diminuendo i costi, ma non posso dire ancora quanto».
La nuova Mirai nasce su una piattaforma completamente nuova o già esistente?
«È basata su una piattaforma della famiglia modulare TNGA, la GA-L (quella delle Lexus LS e LC, ndr). La scocca è in acciaio e alluminio. Ma anche per questo, ne saprete di più tra un po’ di tempo… »
Mentre ci dice questo, si vede benissimo che mister Tanaka brucia dalla voglia di dirci qualcosa.
La discussione allora va alla precedente Mirai, a quando intervenne a Venezia per un convegno mentre la Laguna era ricoperta di neve e a tutti i punti caldi di una tecnologia più volte rimandata, più volte riproposta e forse ultimamente non compresa in tutte le sue potenzialità.
Che non sia il riflesso di chi vuole l’accettazione incondizionata dell’auto elettrica a batterie, senza discussioni o concorrenti?
L’atteggiamento di Toyota in questo senso sembra molto aperto: deciderà il cliente, sta a noi costruttori offrire la soluzione migliore per lui.